<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912</id><updated>2012-02-17T04:09:11.686+01:00</updated><category term='arte'/><category term='linguistica'/><category term='sesso'/><category term='eventi'/><category term='media'/><category term='riviste'/><category term='letteratura'/><category term='poesia'/><category term='libri'/><category term='teatro'/><category term='critica'/><category term='cinema'/><category term='donna'/><category term='omosessualità'/><category term='convegni'/><category term='gender'/><category term='filosofia'/><category term='Stati Uniti'/><category term='sessualità'/><category term='identità'/><category term='scienza'/><category term='Centro Zebra'/><category term='curiosità'/><title type='text'>Zebra Crossings</title><subtitle type='html'>In questo particolare momento... sembra farsi strada l'esigenza di una riflessione incrociata che si misuri con i diversi linguaggi delle diverse identità, nuove e antiche, minoritarie e maggioritarie, femminili e maschili, dominate e dominanti, subalterne ed egemoni, periferiche e centrali, nomadiche e stanziali, nelle loro configurazioni e intersezioni storiche, geografiche, antropologiche, politiche... Zebre, centauri, driadi, cyborg, alieni e altre strane creature ci faranno da guida.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Centro Zebra</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04688118743537490313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/Zebra%20arcobaleno.0.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>13</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-467463392270599814</id><published>2011-03-10T11:53:00.004+01:00</published><updated>2011-03-10T11:58:45.390+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati Uniti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='convegni'/><title type='text'>Dinaw Mengestu presenta "Leggere il vento", il suo nuovo romanzo</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Leggere il vento, il secondo straordinario romanzo di Dinaw Mengestu: la lotta per trovare il proprio posto in un'America dove le promesse idealizzate si scontrano con la realtà quotidiana&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-x8dp4rEqKeI/TXiuvTQ5CZI/AAAAAAAA348/Em3Ct62twew/s1600/mengestu.jpg"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-x8dp4rEqKeI/TXiuvTQ5CZI/AAAAAAAA348/Em3Ct62twew/s320/mengestu.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582403865773934994" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La presentazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì 14 marzo, alle ore 16, nell'aula 1 della sede universitaria di Piazza Rosate (di fronte al Liceo Classico “Paolo Sarpi”) la casa editrice Piemme e il Centro di Studi sui Linguaggi delle Identità dell'Università degli Studi di Bergamo (Dipartimento di Scienze dei Linguaggi, della Comunicazione e degli Studi Culturali, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere) presentano il libro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Leggere il vento&lt;/span&gt;, opera seconda dell'acclamato scrittore statunitense di origine etiope Dinaw Mengestu. Sarà presente l'autore, il quale sarà impegnato in un colloquio con Paolo Cognetti, scrittore e documentarista, autore di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;New York è una finestra senza tende&lt;/span&gt; (Laterza, 2010).&lt;br /&gt;Introdurrà la conferenza la Prof.ssa Valeria Gennero, docente di letteratura anglo-americana presso l'Università degli Studi di Bergamo e membro del Centro di Studi sui Linguaggi delle Identità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il libro&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Jonas ha trent’anni, la pelle scura, e ogni volta che gli chiedono da dove proviene risponde che è americano, suscitando perplessità, soprattutto nei suoi studenti, i bambini di una scuola per bianchi in cui insegna part-time.&lt;br /&gt;Ma Jonas non accetta compromessi, lui è nato nell’Illinois e poi si è trasferito a New York, non ha mai neppure messo piede nella terra dei suoi genitori, l’Etiopia. Suo padre, Yosef, era arrivato negli anni Settanta, dopo un estenuante viaggio in nave, nascosto in una cassa per animali. Mariam, sua madre, lo aveva raggiunto tre anni dopo, rendendosi subito conto che l’uomo con cui doveva convivere non era che la flebile ombra di quello che era stato suo marito. Mariam aveva provato ad amarlo e a conoscerlo da capo, ma lui ormai era un estraneo. Un uomo che spesso parlava da solo, che prima di rientrare in casa stava seduto in macchina per qualche minuto, quasi temesse di attraversare quella soglia. Un uomo che non riusciva più a condividere il letto con lei, che di nascosto dormiva sul divano, emettendo gemiti e lamenti continui. Un uomo che aveva visto troppo e che non aveva la forza di ricominciare a essere felice.&lt;br /&gt;Attraverso la storia dei suoi genitori e del loro lungo viaggio verso la salvezza, attraverso il dolore e lo sconforto, ma anche la speranza in un futuro migliore, Jonas riuscirà ad appropriarsi del suo presente, del fragile rapporto con la moglie, ad accettarsi e ad amare le proprie origini, in un paese che non sembra ancora pronto per ascoltare la sua voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Dinaw Mengestu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;È nato ad Addis Abeba nel 1978. A due anni si è trasferito negli Stati Uniti con la madre e la sorella, per raggiungere il padre che aveva lasciato l’Etiopia durante gli anni del “Terrore rosso”. Dopo la laurea alla Georgetown University e il master in scrittura creativa alla Columbia University, ha cominciato a scrivere per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rolling Stone &lt;/span&gt;(sulla guerra in Darfur) e per altre riviste (tra cui &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Jane Magazine&lt;/span&gt; sul conflitto nel nord dell'Uganda, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Harper's&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The Wall Street Journal&lt;/span&gt;). Leggere il vento è il suo secondo romanzo. Il primo, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le cose che porta il cielo&lt;/span&gt;, ha riscosso un grande successo di critica ed è stato insignito di alcuni tra i premi letterari più prestigiosi degli Stati Uniti e del mondo. Mengestu è stato incluso dal &lt;span style="font-style: italic;"&gt;New Yorker&lt;/span&gt; nell'elenco dei venti migliori scrittori sotto i 40 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paolo Cognetti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Laureato in matematica e diplomato in sceneggiatura alla Civica Scuola di Cinema di Milano, si è dedicato per un decennio alla realizzazione di documentari a carattere sociale, politico e letterario. Appassionatosi alla letteratura americana, ha deciso di diventare a sua volta scrittore. Ha esordito nel 2004 nell'antologia &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La qualità dell'aria&lt;/span&gt; (Minimum Fax). Successivamente ha pubblicato due raccolte di racconti (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Manuale per ragazze di successo&lt;/span&gt;, finalista al Premio Bergamo, e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una cosa piccola che sta per esplodere&lt;/span&gt;) e una guida letteraria alla città di New York, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;New York è una finestra senza tende&lt;/span&gt;. Vive tra Milano, New York e una baita in montagna in cui trascorre alcuni mesi all'anno. Nel 2009 ha vinto il premio Lo Straniero, riconoscimento attribuito dalla rivista &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lo Straniero&lt;/span&gt;, diretta da Goffredo Fofi, ad artisti, saggisti, operatori, iniziative culturali e sociali di particolare spessore e generosità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il Centro di Studi sui Linguaggi delle Identità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il Centro di Studi sui Linguaggi delle Identità, costituitosi nel 1998 nella Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università degli Studi di Bergamo, si propone di indagare i modi in cui la scrittura letteraria, ma anche cinematografica e mediatica, esprime la crisi del soggetto moderno e postmoderno. In questa analisi particolare attenzione viene prestata alle nozioni di "gender" (ovvero di identità sessuata culturalmente costruita) e di differenza.&lt;br /&gt;Il punto di partenza delle indagini del centro è costituito dalle elaborazioni critiche svolte nell'ultimo quarantennio negli Stati Uniti, ma anche nelle altre aree anglofone, luoghi di confronto e di conflitto fra identità multiple e intrecciate: culturali, sessuali, religiose, etniche, razziali e di classe. Ancor più della Gran Bretagna, gli Stati Uniti, per il loro pluralismo costitutivo e per gli incessanti e massicci flussi migratori e immigratori che li percorrono, si sono dimostrati il terreno ideale per il più pieno sviluppo (e talvolta l'esplosione) delle problematiche legate alle identità e alle differenze. Dalla vita sociale queste problematiche si sono rapidamente trasferite nelle scuole e nelle università, che, legate alle dinamiche di mercato, di competitività e di sopravvivenza, sono da tempo diventate un laboratorio sociale fra i più attivi e cruciali, e un punto di osservazione culturale fortemente significativo.&lt;br /&gt;Dopo decenni di intensissimi sviluppi degli studi specifici sul "gender" e sulle culture minoritarie, sembra farsi strada l'esigenza di una riflessione incrociata che si misuri con i diversi linguaggi delle diverse identità, nuove e antiche, minoritarie e maggioritarie, femminili e maschili, dominate e dominanti, subalterne ed egemoni, periferiche e centrali, nomadiche e stanziali, nelle loro configurazioni e intersezioni storiche, geografiche, antropologiche, politiche. Di questa esigenza il Centro è pienamente partecipe.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il rapporto fra la situazione culturale italiana e quella di altri paesi, il nostro lavoro parte da esperienze prevalentemente statunitensi, senza volersi però limitare a un ambito disciplinare specialistico, ma anzi rapportandosi ai contesti europei e a quello nazionale. In questo senso consideriamo nostri primi interlocutori i colleghi anglisti, per ovvie ragioni, ma anche i cultori di teoria letteraria e di letterature europee, e fra loro gli italianisti, in quanto studiosi della cultura cui il comitato promotore del Centro appartiene, entro cui opera, e dalla quale rivolgiamo lo sguardo a quella statunitense e anglofona in chiave dialettica e comparativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Segreteria Organizzativa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Centro Studi sui Linguaggi delle Identità – Ufficio 214&lt;br /&gt;Piazza Rosate, 2&lt;br /&gt;24129 Bergamo&lt;br /&gt;Tel. 035/2052745 – 035/2052705 – zebra(at)unibg.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prof.ssa Valeria Gennero: valeria.gennero(at)unibg.it&lt;br /&gt;Dott. Stefano Asperti: stefano.asperti(at)unibg.it&lt;br /&gt;Prof.ssa Anna De Biasio: anna.de-biasio(at)unibg.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-467463392270599814?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/467463392270599814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=467463392270599814' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/467463392270599814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/467463392270599814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2011/03/dinaw-mengestu-presenta-leggere-il.html' title='Dinaw Mengestu presenta &quot;Leggere il vento&quot;, il suo nuovo romanzo'/><author><name>Edward Phelan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16880297073222907741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/3618/1978/1600/star.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-x8dp4rEqKeI/TXiuvTQ5CZI/AAAAAAAA348/Em3Ct62twew/s72-c/mengestu.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-1615760300002876753</id><published>2009-04-07T17:53:00.003+02:00</published><updated>2009-04-07T17:59:59.632+02:00</updated><title type='text'>La scomparsa di Emory Elliott</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;  &lt;!--   @page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm }   P { margin-bottom: 0.21cm }  --&gt;  &lt;/style&gt;  &lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family:DejaVu Sans,sans-serif;"&gt;Il 2 aprile è morto per un infarto Emory Elliott, figura di spicco dell'americanistica internazionale e membro del comitato scientifico internazionale del Centro di Studi sui Linguaggi delle Identità. Noi di Zebra lo ricordiamo con affetto e ammirazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Emory Elliott dies at 66; scholar and UC Riverside English professor&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="orgurl"&gt;        &lt;/div&gt;                   By Jon Thurber&lt;br /&gt;April 4, 2009      &lt;!-- sphereit start --&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emory Elliott, a UC Riverside professor and leading scholar of American literature who was a pivotal figure in the university's intellectual community, has died. He was 66.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elliott, who was found Tuesday at his Riverside home, died of an apparent heart attack.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="storybody"&gt; As a scholar, he published two groundbreaking books on early American literature, "Power and the Pulpit in Puritan New England" (1975) and "Revolutionary Writers: Literature and Authority in the New Republic" (1982), but he was a leading voice on all facets of literature from Puritanism to Postmodernism. He was also influential in expanding the canon to a wide array of diverse voices.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Steven Gould Axelrod, who is an English professor at Riverside, said that Elliott's advocacy of the work of Toni Morrison "helped her achieve more quickly the status she has now as America's greatest novelist."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Katherine Kinney, the chair of UC Riverside's English Department, said that Elliott " . . . was committed to a full, very open multicultural understanding of American works. Emory wrote about the whole range of American literature and was absolutely committed and supportive of young scholars doing new and exciting study."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; Elliott was closely identified with UC Riverside's Center for Ideas and Society, a research center he directed starting in 1996. Elliott expanded the profile of the center by bringing in grants from the Ford Foundation, Rockefeller Foundation and other sources that helped fuel the center's lectures, seminars and colloquia as well as its residency programs for UC Riverside faculty and graduate students and fellowships for visiting faculty.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Among his accomplishments in heading the center was the international conference "Aesthetics and Difference: Cultural Diversity, Literature and the Arts." The conference, held in 1998, examined how the cultural diversity of the United States has changed cultural expression in this country and abroad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;An announcement of his death by the school's English department this week cited that conference as key to placing "Riverside at the center of national discussions of a progressive future for the Humanities."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elliott was born in Baltimore on Oct. 30, 1942, and grew up in a working-class neighborhood. His father was a truck driver who never attended high school, and his mother operated a loom in a factory. Elliott was the first in his family to get a college degree, earning a bachelor's in English at Loyola College in Baltimore. He went on to earn his master's degree, also in English, at Bowling Green State University and his doctorate at the University of Illinois.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;He began his teaching career as a high school English teacher in Baltimore. His first college job was at Cameron State College in Oklahoma, followed by two years at the U.S. Military Academy at West Point.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Before joining the UC Riverside faculty, he spent 17 years teaching at Princeton and was chairman of the American Studies program and, later, the English department.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;At Princeton, he also received the Distinguished Service Award for his contributions to the Women's Studies Program before leaving for Riverside in 1989.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In 2001, the University of California system named Elliott a University Professor, an honor for outstanding scholars and teachers viewed as exceptional. The designation allows professors access to all UC campuses, where they can give seminars and engage students and faculty.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The author of more than a dozen books, he also edited the "Columbia Literary History of the United States," a 1988 book that won the American Book Award, and was the series editor of "The American Novel" from Cambridge University Press and "Penn Studies in Contemporary American Fiction."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Emory was endlessly humane, good-humored and intelligent," Axelrod said. "As a teacher and colleague, he created spaces where others could intellectually thrive. He was one of those scholars who really mattered, whose contributions could not be duplicated."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elliott is survived by his wife, Georgia Elliott, the associate vice chancellor for development at UC Riverside; their five children, Scott, Mark, Matt and Laura Elliott and Connie Tremblay; and five grandchildren.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Services are scheduled for 11:30 a.m. today at St. Thomas the Apostle Church, 374 Jackson St., Riverside. Burial will be private.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Instead of flowers, the family suggests donations be made to the Emory Elliott Memorial Scholarship Fund through the &lt;a href="http://www.ucr.edu/giving/ucr_foundation.html"&gt;UC Riverside Foundation&lt;/a&gt;, 120A Highlander Hall, Riverside, CA 92521.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-1615760300002876753?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/1615760300002876753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=1615760300002876753' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/1615760300002876753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/1615760300002876753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2009/04/la-scomparsa-di-emory-elliott.html' title='La scomparsa di Emory Elliott'/><author><name>Edward Phelan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16880297073222907741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/3618/1978/1600/star.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-633458188289081568</id><published>2009-01-04T17:33:00.008+01:00</published><updated>2009-01-04T18:11:20.826+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omosessualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='identità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gender'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sesso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sessualità'/><title type='text'>Judith Butler - Corpi che contano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/SWDl1ShnzmI/AAAAAAAAAdg/Z5PigGlanKU/s1600-h/bodies.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 213px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/SWDl1ShnzmI/AAAAAAAAAdg/Z5PigGlanKU/s320/bodies.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5287478666201648738" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Centralità del corpo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riflessione della Butler parte dall’affermazione della  corporeità del soggetto. La costituzione del corpo è il processo fondamentale su  cui si fonda la costruzione del soggetto, come già Freud aveva sostenuto: "L’Io  è innanzitutto un’entità corporea".&lt;br /&gt;L’incarnazione del soggetto è fondamentale  per qualsiasi proposta politica di cambiamento del soggetto e delle dinamiche di  potere che ne governano la costituzione. Si parla di corpi, come vengono  costruiti, cosa comporta la costituzione di un "corpo che conta" in termini di  esclusione e negazione di altri corpi. Non si può prescindere dalla materialità  del corpo, perché tale materialità costituisce la cornice entro la quale viviamo  e l’ambito in cui emergiamo come soggetti.. La questione – politica – diventa  allora come sia incarnato il soggetto e quali relazioni di potere presiedano a  quella incarnazione.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;La questione della corporeità si lega necessariamente a  quella del sesso, essendo il sesso una delle norme attraverso le quale la  corporeità viene materializzata dal potere&lt;span style="color: rgb(255, 204, 204);"&gt; &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;(1)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Materialità del corpo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il  discorso sulla materialità del corpo si inserisce nella critica alla dicotomia sesso-genere su cui si è fondata gran parte della teoria femminista,  soprattutto in ambito anglofono. Introducendo il concetto di materialità  corporea, Butler sostiene che anche il sesso non può più essere considerato  come materia grezza, oggettiva, dato scientifico neutro, privo di storia e  implicazioni, tavola vergine su sui il genere agisce socialmente; anch’esso  possiede una storia, anch’esso – in quanto materialità – deve essere inserito in  un discorso che gli attribuisce certi significati piuttosto che altri. Il sesso  viene costituito, materializzato da un discorso di potere. Ciò non significa  negare la rilevanza di certi aspetti biologici, fisiologici, genetici: "Riconoscere l’innegabilità del 'sesso' o la sua 'materialità' significa pur  sempre riconoscere una qualche versione del sesso, una qualche formazione di  materialità. Il discorso stesso attraverso il quale quel 'riconoscimento'  immancabilmente avviene non forma esso stesso il fenomeno che riconosce?" &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;(2)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La  materialità è un effetto del potere, "anzi, l’effetto più produttivo del  potere": il processo di materializzazione consiste nel produrre quell’effetto di  delimitazione, fissità, superficie che costituisce il corpo nei suoi  orientamenti, nei suoi lineamenti. E la materializzazione di un corpo opera  innanzitutto attraverso la materializzazione del sesso, la costituzione di un  individuo sessualmente significante all’interno di un discorso. Emerge la  prospettiva antiumanista in cui Butler si colloca: non esiste un soggetto  disincarnato che decide quale genere assumere. Il genere non è una maschera che  si sceglie di indossare. Il genere, insomma, non è una  categoria descrittiva, ma performativa. &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;(3)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Identificazione e legge  (performatività della legge e abiezione) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Butler, dialogando con Lacan,  sottolinea l’importanza del processo di identificazione nella formazione  dell’identità per correggere alcune pieghe troppo volontaristiche del  costruzionismo. &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;(4)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le identificazioni avvengono sotto la guida e attraverso la  legge, che istituisce il significato per ogni posizione all’interno del discorso &lt;span style="font-weight: bold;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;(5)&lt;/span&gt;, permettendo certi significati ed escludendone altri. La legge ha dunque un carattere performativo:  nell’istituzione delle categorie disponibili alle identificazioni la Legge non  descrive delle posizioni già esistenti, ma produce, materializza, quelle stesse  categorie, fissando caratteristiche e norme che delimitino in un significato  stabile il senso di ciascuna categoria all’interno del discorso. Costruire il senso  vuol dunque dire escludere altre possibilità; anzi il significato di una  posizione emerge e si definisce in relazione all’esclusione di altri. La legge  quindi non crea solo zone di senso disponibili all’identificazione, ma ne  esclude altre, anzi, le relega nel campo dell’impensabile, al di fuori della  simbolizzazione, della lingua: l’Altro, il residuo della significazione grazie  al quale essa può avere luogo. &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;(6)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nella logica del ripudio delle identità  forti, stabili e coerenti la Legge assicura l’articolazione del proprio discorso  mantenendo questo residuo come figura illegittima di punizione (la minaccia che  obbliga l’identificazione in una posizione "normale"). Essa deve evocare la  presenza fantasmatica di questo esterno per permettere l’identificazione nella  norma, ma nega a esso la capacità di costituirsi all’interno del simbolico come  legge alternativa. L’alterità viene riconosciuta solo come possibilità di  identificazione abietta, a-normale, e viene relegata nell’abito fugace  dell’immaginario. Inoltre, considerando le identificazioni come stabili,  immutabili e coerenti, l’esterno non simbolizzabile finisce per fossilizzarsi in  una categoria fissa e universale (la donna, l’omosessuale, l’altra  razza…l’abietto, il mostro). Se si afferma la stabilità delle posizioni e delle  identificazioni (la necessarietà della Legge, la sua universalità, la posizione  della psicoanalisi, di Lacan…), anche il loro necessario residuo, il loro Altro,  la loro mancanza, l’insignificabile, sarà universale e assoluto: la donna come  altro necessario, e come insignificabile permanente, come mancanza costituiva  per eccellenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Identità instabili: l’affiliazione politica al di  là della logica del ripudio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il non simbolizzabile è il limite costitutivo della  significazione, ma un conto è riconoscere ciò e un altro congelarlo nella stessa  a-storica posizione e contemporaneamente negargli la possibilità di istituirsi  come simbolizzabile, attraverso una riarticolazione della Legge. Contro la  logica del ripudio e dell’abiezione Butler sostiene l’adozione di identità  instabili, la proposta di identificazioni contingenti e provvisorie, aperte al  divenire, che riconoscano il loro esterno come nuova possibilità simbolica di  riarticolazione della Legge. Non si tratta di rinunciare alla soggettività, ma  di riconoscere le esclusioni che ci costituiscono come soggetto e riconoscere le  connessioni con altre identificazioni &lt;span style="color: rgb(0, 0, 153); font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 102, 0);"&gt;(7)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;. L’identità diventa cioè spazio di  negoziazione, riconoscimento, responsabilità. &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;(8)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Per Butler non è sufficiente,  infatti:&lt;br /&gt;- La semplice moltiplicazione delle posizioni-soggetto, cosa che  comporterebbe la moltiplicazione degli atteggiamenti esclusivi e degradanti. Un  ulteriore aumento di frazioni, la proliferazione di differenze senza alcuna  possibilità di mutua negoziazione, l'aumento delle posizioni abiette a seconda  dei rispettivi particolarismi e delle relative identificazioni escluse. Dopo  l’umanesimo imperialista, il nuovo pericolo è quello di identità sempre più specifiche  (microfascismi) ed esclusive.&lt;br /&gt;- Lo sforzo di trasformare le identificazioni  escluse in identificazioni incluse. Tale mossa ricalcherebbe l'operazione  universalista umanista, e rappresenterebbe un ritorno alla sintesi hegeliana. In  tale appropriazione delle differenze Butler scorge il pericolo di nuovi  imperialismi.&lt;br /&gt;-La negazione e il rifiuto della soggettività. Ciò  condannerebbe al silenzio e all’abiezione le identificazioni escluse di altri  soggetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fatto che le identificazioni cambino non significa  esattamente che un’identificazione viene rinnegata a favore di un’altra. Il  cambiamento può essere segno di speranza nella possibilità di riconoscere un  insieme di connessioni in espansione, di delineare in che modo l’identificazione è  coinvolta in ciò che esclude e di seguire le tracce di quel coinvolgimento per  disegnare la mappa della comunità futura alla quale potrebbe dare origine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Performatività come citazione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Butler sostiene, dunque, il  carattere contingente e instabile delle identificazioni e la possibilità di un  cambiamento della legge, di una riarticolazione nel suo discorso. Questa  possibilità è assicurata innanzitutto dal carattere performativo della Legge  (non descrive le posizioni, ma le crea, e la loro costituzione è segnata  contemporaneamente dalla mancanza e dalla promessa illusoria di totalità) e poi  dalla concezione di performatività come citazione. La costruzione dei  significanti non si risolve cioè in un atto, ma ha bisogno di un processo  storico di citazione e ritualità attraverso il quale la Legge si forma e si  riconferma nella sua autorità. Il rapporto tra Legge e identificazioni non si  risolve in un’unica direzione (la Legge determina le posizioni disponibili alle  identificazioni e i significati), ma si fonda sulla necessità della Legge di  essere continuamente citata attraverso le identificazioni e attraverso l’imitazione delle  sue norme. La dinamica è presentata in un primo momento da Butler in relazione  al rapporto tra l’Immaginario e il Simbolico lacaniani: il simbolico non precede  l’immaginario; l’immaginario e le pratiche di identificazione servono alla  costituzione della autorità della Legge, cosicché simbolico e immaginario  risultano legati da una stretta compenetrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Disconoscimento dei  significanti, citazioni infedeli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La promessa di totalità e di esaustività dei  significanti viene però puntualmente disattesa. Il desiderio di unità del  soggetto, di superamento della scissione e di recupero di una totalità  significante piena è destinato alla continua frustrazione (il desiderio dell’Altro è da interpretarsi in questa ottica, recupero del residuo superamento  della scissione). Emerge quindi l’impossibilità del soggetto di riconoscersi  completamente in una descrizione, in qualsiasi descrizione: è sempre in opera  una certa misura di disconoscimento dei soggetti rispetto al Nome e alla  posizione che occupano all’interno del discorso. &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 102, 0);"&gt;(9)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le identificazioni sono sempre  imperfette, la citazione è una citazione infedele di una Norma astratta, di una  promessa mai mantenibile. &lt;span style="color: rgb(0, 102, 0); font-weight: bold;"&gt;(10)&lt;/span&gt; L’incapacità di mantenere la promessa è la garanzia  della riarticolazione discorsiva. La citazione infedele diventa strategia  politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I significanti politici, la rappresentanza &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I significanti  politici che promettono l’unità devono per forza deluderla a causa del  misconoscimento (il fenomeno della divisione in fazioni). Ma è proprio  necessario rincorrere questa unità? La politicizzazione ha sempre bisogno di  superare la disidentificazione? Può essere che l’affermazione dello slittamento,  dell’identificazione fallita, diventi il punto di partenza per una affermazione  più democratizzante della differenza interna. Identità costituita come  "agenzia": come l’obbligo a citare, ripetere, imitare il significante che ci  costituisce, e nella citazione perdere, cambiare, imitare infedelmente. Il  riconoscere nel fallimento di ogni unità una mancanza universale e astorica, non  tiene conto delle discontinuità prodotte dalle relazioni sociali che  invariabilmente eccedono il significante. Le esclusioni si articolano in modi e  formazioni diverse a seconda della contingenza. L’identità è provvisoria, quindi  anche le sue esclusioni. Il fatto che non ci possa essere un'inclusione finale e  completa è una funzione della complessità e della storicità di un campo sociale  che non può mai essere riassunto da nessuna descrizione data e che, per ragioni  democratiche, non dovrebbe mai esserlo.&lt;br /&gt;La categoria politica non deve mai  essere descrittiva: ciò che la politica dell’identità e l’ideale descrittivista  lamenta come disunità e divisione in fazioni viene invece affermato come il  potenziale aperto e democratizzante della categoria. Doppio movimento: invocare  la categoria e quindi istituire provvisoriamente una identità e, allo stesso  tempo, aprire la categoria come sito di protesta politica permanente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Note:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;style&gt;&lt;/style&gt;1) "Il sesso non è semplicemente quello che si ha, una descrizione statica di ciò  che si è. È piuttosto una delle norme attraverso le quali il 'soggetto' diventa  possibile, quella che qualifica un corpo per tutta la vita all'interno del campo  dell'intelligibilità culturale".&lt;br /&gt;2) Ripensare il fisico e lo psichico.  "Non è più possibile pensare l'anatomia come un referente stabile che viene  valorizzato e significato sottoponendolo ad uno schema immaginario.  L'accessibilità stessa dell'anatomia dipende da questo schema e coincide con  esso. Indissolubilità dello psichico e del corporeo: qualunque descrizione del  corpo, comprese quelle che sono giudicate convenzionali nell'ambito del discorso  scientifico, ha luogo tramite la diffusione e la convalida di questo schema  immaginario".&lt;br /&gt;3)"L'Io non precede e non segue il processo di  articolazione del genere, emerge solo all'interno e in qualità di matrice di  relazione di genere".&lt;br /&gt;4)"L'Io non precede le sue identificazioni con  l'oggetto. L'Io si costituisce tramite un'identificazione".&lt;br /&gt;5)"I corpi  diventano completi, totalità , per mezzo sì dell'immagine speculare idealizzante  e totalizzante, ma se è sostenuta nel tempo da un Nome. Avere un Nome significa  essere posto entro il Simbolico, l'ambito idealizzato della parentela, una serie  di relazioni strutturate attraverso la sanzione e il tabù".&lt;br /&gt;6)In  relazione alla corporeità: il riconoscersi come corpo è la prima fondamentale  identificazione che fonda il soggetto, precisamente ciò che permette al soggetto  di emergere e di costituirsi come significante all'interno del discorso. Dunque:  "I confini del corpo sono l'esperienza vissuta della differenziazione, dove tale  differenziazione non è mai neutrale rispetto alla questione della differenza di  genere o della matrice eterosessuale. Cosa è escluso dal corpo affinché i  confini corporei possano costituirsi? E in che modo l'esclusione abita quel  confine come una specie di fantasma interno? In che misura la superficie  corporea è l'effetto dissimulato della perdita?"&lt;br /&gt;7)"Il fatto che le  identificazioni cambino non significa esattamente che un'identificazione viene  rinnegata a favore di un'altra. Il cambiamento può essere segno di speranza  nella possibilità di riconoscere un insieme di connessioni in espansione.  Delineare in che modo l'identificazione è coinvolta in ciò che esclude, e  seguire le tracce di quel coinvolgimento per disegnare la mappa della comunità  futura alla quale potrebbe dare origine".&lt;br /&gt;8)Butler prende in  considerazione altre proposte, che scarta:&lt;br /&gt;- La semplice moltiplicazione  delle posizioni-soggetto, cosa che comporterebbe la moltiplicazione degli  atteggiamenti esclusivi e degradanti. Ulteriore aumento di frazioni,  proliferazione di differenze senza alcuna possibilità di mutua negoziazione.  Aumento degli abietti a seconda dei rispettivi particolarismi e delle relative  identificazione escluse. Dopo l'umanesimo imperialista, il nuovo pericolo di  identità sempre più specifiche (microfascismi) ed esclusive.&lt;br /&gt;- Lo sforzo di  trasformare le identificazione escluse in identificazioni incluse. Operazione  umanista, ritorno alla sintesi hegeliana. Appropriazione di tutte le differenze,  imperialismi.&lt;br /&gt;- La negazione e rifiuto della soggettività. Condanna al  silenzio all'abiezione delle identificazioni di altri soggetti.&lt;br /&gt;9)"Ogni  significazione si fonda su un'origine traumatica, sulla perdita di una parte,  sulla negazione, sulla mancanza. Ma ogni significante induce una promessa di  totalità, di recupero della perdita producendo un'attesa di unità, di  riconoscimento pieno e finale (in quanto luogo di promessa di unità il  significante diventa sito di investimenti fantasmatici) che non può mai essere  raggiunto. Il significante che potesse promettere e mantenere il ritorno al  luogo del piacere proibito distruggerebbe se stesso come significante". Ogni  legge opera tramite la minaccia, indicando cosa deve restare fuori dal  significato. Desiderio di totalità nell'investimento fantasmatico (sia  nell'identità individuale, sia in quella politica…) che viene promesso e  puntualmente disatteso.&lt;br /&gt;10)"L'identificazione è continuamente  rappresentata come un evento o un risultato desiderati, ma che, alla fine, non  si realizzano mai. Si tratta di un allestimento fantasmatico dell'evento. In tal  senso le identificazioni appartengono all'immaginario, sono tentativi  fantasmatici di allineamento, di fedeltà, coabitazioni ambigue e transcorporee".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=""&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-633458188289081568?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.tramanti.it/conten/testi/teoria/butler.htm#poli' title='Judith Butler - Corpi che contano'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/633458188289081568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=633458188289081568' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/633458188289081568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/633458188289081568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2009/01/centralit-del-corpo.html' title='Judith Butler - Corpi che contano'/><author><name>Edward Phelan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16880297073222907741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/3618/1978/1600/star.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/SWDl1ShnzmI/AAAAAAAAAdg/Z5PigGlanKU/s72-c/bodies.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-2651816025210562022</id><published>2008-11-10T12:47:00.004+01:00</published><updated>2008-11-10T13:02:27.985+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='identità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Centro Zebra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguistica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='media'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Come parlare di identità?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/SRgh8BgCHPI/AAAAAAAAAZ4/5FL78wv9oWw/s1600-h/identit%C3%A0.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 208px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/SRgh8BgCHPI/AAAAAAAAAZ4/5FL78wv9oWw/s320/identit%C3%A0.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266997079288454386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Recentemente una studentessa dottoranda in semiotica - che ringrazio tantissimo per aver fornito degli spunti importanti - ci ha scritto una e-mail in cui chiedeva notizie sulle attività del centro Zebra. Dopo averle inviato alcune informazioni di carattere pratico, come il link al sito del Centro di Studi sui Linguaggi delle Identità (Zebra, che, per chi se lo chiedesse si trova qui: http://www.unibg.it/struttura/struttura.asp?cerca=csli_intro) ci ha posto delle domande che ritengo di grandissimo interesse e che mi piacerebbe avviassero una discussione su questo blog che, purtroppo, finora non c'è stata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto un approccio letterario alla questione della/delle identità è diverso da uno semiotico?&lt;br /&gt;In che senso parliamo di linguaggi delle identità? Si tratta di questioni di mediologia? Ci chiediamo come un certo linguaggio determina l'identità che lo parla?&lt;br /&gt;Come mappiamo la questione dell'identità? È piuttosto difficile farlo, visto che dai filosofi agli psicologi fino ai neuroscienziati ne parlano tutti...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Apro quindi la discussione, sia ai membri del centro Zebra, sia a tutti coloro che vogliono dare un contributo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-2651816025210562022?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/2651816025210562022/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=2651816025210562022' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/2651816025210562022'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/2651816025210562022'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2008/11/come-parlare-di-identit.html' title='Come parlare di identità?'/><author><name>Edward Phelan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16880297073222907741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/3618/1978/1600/star.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/SRgh8BgCHPI/AAAAAAAAAZ4/5FL78wv9oWw/s72-c/identit%C3%A0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-3874838320622882025</id><published>2008-10-17T01:29:00.002+02:00</published><updated>2008-10-17T01:34:07.062+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='identità'/><title type='text'>Identità e violenza</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/SPfPN9WY-jI/AAAAAAAAAUo/ewLHwxQlmFg/s1600-h/sen.asp"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/SPfPN9WY-jI/AAAAAAAAAUo/ewLHwxQlmFg/s320/sen.asp" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257898928692066866" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;" class="tcorpotesto"&gt;"Il mio primo contatto con l'omicidio avvenne all'età di undici anni. Era il 1944, nel corso degli scontri tra induisti e musulmani che hanno preceduto l'indipendenza indiana. Kader Mia era un musulmano, e per gli spietati criminali indù che lo avevano aggredito quella era l'unica identità importante. La violenza settaria oggi non è meno rozza. È una grossolana brutalità che poggia su una grande confusione concettuale riguardo alle identità degli individui, capace di trasformare esseri umani multidimensionali in creature a un'unica dimensione."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;Amartya Sen, premio Nobel per l’economia nel 1998, in questo nuovo saggio sui temi attualissimi dell’identità e della violenza, ci esorta a considerare “l’inaggirabile natura plurale delle nostre identità” e a non brutalizzare la nostra stessa esperienza di vita personale comprimendola dentro contenitori di identità uniche. Perché, secondo il rettore del Trinity College di Cambridge, l’imposizione di una sola appartenenza, sia essa una religione o una civiltà, è divenuta troppo spesso il preludio all’esercizio della violenza e del settarismo belligerante.&lt;br /&gt;“E’ palese – scrive Sen da vero pensatore cosmopolita (è un indiano di casa a Cambridge e ad Harvard) - che ciascuno di noi appartiene a molti gruppi”: la stessa persona può essere, senza la minima contraddizione, “di cittadinanza americana, di origine caraibica, con ascendenze africane, cristiana, progressista, donna, vegetariana, maratoneta, storica, insegnante, romanziera, femminista, eterosessuale, sostenitrice dei diritti dei gay e delle lesbiche, amante del teatro, militante ambientalista, appassionata di tennis, musicista jazz”. Per contro, argomenta Sen, le classificazioni che ci vorrebbero suddividere esclusivamente sulla base di una religione o di una civiltà spacciate per dominanti, negano non solo questa pluralità del nostro essere uomini e donne, ma dimenticano anche la nostra comune appartenenza al genere umano. E così facendo innescano la spirale delle violenze, dei soprusi e delle guerre in nome delle tradizioni, veri e propri “abusi dell’identità” collettiva che viene imposta sopra i diritti degli individui.&lt;br /&gt;Dunque “l’identità può anche uccidere, uccidere con trasporto”: nel senso che l’attribuzione organizzata di un’identità può preparare il terreno a persecuzioni e lutti. Ma questo mondo lacerato dai terrorismi religiosi, dal fanatismo etnico, dall’integralismo anche dell’Occidente, che sembra inesorabilmente prigioniero dei propri vincoli e indirizzato verso la pratica dello scontro e della violenza, può ancora correggere la propria rotta. Magari ripartendo dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1945. Parola di Amartya Sen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sommario&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;&lt;i&gt;Prologo&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Prefazione&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;I. La violenza dell'illusione&lt;br /&gt;II. Dare un senso all'identità&lt;br /&gt;III. Prigionieri delle civiltà&lt;br /&gt;IV. Affiliazioni religiose e storia islamica&lt;br /&gt;V. Occidente e Antioccidente&lt;br /&gt;VI. Cultura e cattività&lt;br /&gt;VII. Globalizzazione e voce dei cittadini&lt;br /&gt;VIII. Multiculturalismo e libertà&lt;br /&gt;IX. Libertà di pensiero&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Note&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Indice dei nomi&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Indice analitico &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-3874838320622882025?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.ibs.it/code/9788842080527/sen-amartya-k/identita-violenza' title='Identità e violenza'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/3874838320622882025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=3874838320622882025' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/3874838320622882025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/3874838320622882025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2008/10/identit-e-violenza.html' title='Identità e violenza'/><author><name>Edward Phelan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16880297073222907741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/3618/1978/1600/star.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/SPfPN9WY-jI/AAAAAAAAAUo/ewLHwxQlmFg/s72-c/sen.asp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-3016717270915820619</id><published>2008-09-12T02:40:00.002+02:00</published><updated>2008-09-12T02:42:44.728+02:00</updated><title type='text'>I Soprano e gli altri...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.shake.it/uploads/tx_extendedshop/978-88-88865-66-9.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 128px; height: 181px;" src="http://www.shake.it/uploads/tx_extendedshop/978-88-88865-66-9.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Donatella Izzo e Cinzia Scarpino (a cura di)&lt;br /&gt;&lt;div id="shop_titleContainer"&gt;&lt;div id="shop_title"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;I Soprano e gli altri&lt;/span&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;       &lt;div style="font-weight: bold;" id="shop_subtitle"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;          I serial televisivi americani in Italia&lt;/span&gt;       &lt;/div&gt;              &lt;div id="shop_code"&gt;        Milano: Shake, 2008&lt;br /&gt;ISBN 978-88-88865-66-9       &lt;/div&gt;      &lt;/div&gt;      &lt;div&gt;144 pp.&lt;/div&gt;                            &lt;!-- ###PRICEDISCOUNT### --&gt;     &lt;div class="shop_oldPrice"&gt;      Prezzo: EURO 15,00     &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi anni, le serie tv americane sono state protagoniste assolute della programmazione televisiva, in Italia ma non solo, incontrando un grande successo di pubblico e ottenendo riconoscimenti da parte della critica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più del cinema, queste serie Tv hanno saputo rappresentare i difetti della società  contemporanea, creando un linguaggio nuovo e facendo esplodere personaggi che sono ormai entrati a pieno titolo nel nostro immaginario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo numero monografico la redazione di ÁCOMA offre una panoramica di approfondimenti sulle serie che più hanno segnato la nostra quotidianità  negli ultimi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La spregiudicata Manhattan di Will &amp;amp; Grace e Sex and the City, le scene del crimine CSI e 24, le sale operatorie di ER, Dr. House e Grey’s Anatomy, l’isola di Lost, i dissestati nuclei domestici di Six Feet Under, Simpson e Soprano, il raffinato pianeta omosessuale di L-Word si mostrano, attraverso l’analisi, nella loro qualità di finzioni narrative aperte al magmatico divenire del presente: sismografi in grado di rappresentare le tensioni culturali e le contraddizioni politiche dell’America di oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scarica l'introduzione &lt;a href="http://www.shake.it/fileadmin/Pdf_estratti_free/01Soprano_Intro.pdf"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-3016717270915820619?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/3016717270915820619/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=3016717270915820619' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/3016717270915820619'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/3016717270915820619'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2008/09/i-soprano-e-gli-altri.html' title='I Soprano e gli altri...'/><author><name>Edward Phelan</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16880297073222907741</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://photos1.blogger.com/blogger/3618/1978/1600/star.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-5777487940149037381</id><published>2008-05-08T13:17:00.010+02:00</published><updated>2008-12-09T00:22:01.295+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='identità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Centro Zebra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gender'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scienza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='convegni'/><title type='text'>Le scienze umane nell'età neurocentrica: natura, cultura e identità oggi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a style="font-family: georgia;" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/SCLiwCv5QDI/AAAAAAAAAA0/qNlZSFbKn7E/s1600-h/zebra+copia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://2.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/SCLiwCv5QDI/AAAAAAAAAA0/qNlZSFbKn7E/s320/zebra+copia.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197966234938327090" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;p class="MsoNormal" face="georgia" style="text-align: center;"&gt;  &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bergamo 15 maggio 2008&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI BERGAMO&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Piazza Rosate n. 2, Aula 1&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PROGRAMMA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ore 10.30:&lt;/span&gt; Introduce e presiede &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Mario Corona&lt;/span&gt; (Università di Bergamo - Coordinatore del Centro ZEBRA)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francisco Ortega&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Universidade do Estado do Rio de Janeiro)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;The Cerebral Subject in Popular Culture&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;etro Barbetta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Università di Bergamo)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Frammenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ore 15.00:&lt;/span&gt; Introduce e presiede &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Valeria Gennero&lt;/span&gt; (Università di Bergamo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Donatella Izzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Università di Napoli "L'Orientale")&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;“How the Brain Talks”: Neuroscienze e calligrafia in &lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;The Fourth Treasure&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt; di Todd Shimoda&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Francesco Ronzon&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Politecnico di Milano, Accademia di Belle Arti G. B. Cignaroli, Verona)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Cer&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;velli, identità di genere ed etnografia della scienza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Enrico Giannetto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;(Università di Bergamo)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Verso una decostruzione del determinismo genetico e neuro-biologico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Discussione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Parte&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cipano:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Antonello Borra&lt;/span&gt; (Università del Vermont)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Liana Borghi&lt;/span&gt; (Università di Firenze)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cristina Bracchi&lt;/span&gt; (Università di Torino)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;lisabetta Galeotti&lt;/span&gt; (Università del Piemonte Orientale)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Barbara Lanati&lt;/span&gt; (Università di Torino)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Marco Pustianaz &lt;/span&gt;(Università del Piemonte Orientale)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Massimo Salgaro&lt;/span&gt; (Università di Verona)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;I colleghi dell’Università di Bergamo e i dottorandi della Scuola di Dottorato in Scienze Letterarie dell’Università di Bergamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/SCLl2yv5QEI/AAAAAAAAAA8/khKqFnB5O24/s1600-h/logo+Unibg.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 78px; height: 79px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/SCLl2yv5QEI/AAAAAAAAAA8/khKqFnB5O24/s200/logo+Unibg.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197969649437327426" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Università degli Studi di Bergamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/SCLmJyv5QFI/AAAAAAAAABE/AnvHWb-kX7A/s1600-h/logoZEBRABig.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 79px; height: 74px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/SCLmJyv5QFI/AAAAAAAAABE/AnvHWb-kX7A/s200/logoZEBRABig.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5197969975854841938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ZEBRA Centro di Studi sui Linguaggi delle Identità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Comitato organizzatore:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Mario Corona&lt;br /&gt;Valeria Gennero&lt;br /&gt;Stefano Rosso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Segreteria:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Stefano Asperti&lt;br /&gt;Silvia Mazzucchelli&lt;br /&gt;zebra@unibg.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-5777487940149037381?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://wwwdata.unibg.it/dati/bacheca/441/30705.pdf' title='Le scienze umane nell&apos;età neurocentrica: natura, cultura e identità oggi'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/5777487940149037381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=5777487940149037381' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/5777487940149037381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/5777487940149037381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2008/05/convegno-il-dibattito-su-coscienza-e.html' title='Le scienze umane nell&apos;età neurocentrica: natura, cultura e identità oggi'/><author><name>Centro Zebra</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04688118743537490313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/Zebra%20arcobaleno.0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/SCLiwCv5QDI/AAAAAAAAAA0/qNlZSFbKn7E/s72-c/zebra+copia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-4696157257197668479</id><published>2007-11-20T22:44:00.001+01:00</published><updated>2008-12-09T00:22:01.376+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stati Uniti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='omosessualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gender'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='critica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Un rinascimento impossibile</title><content type='html'>È uscito presso Ombre Corte un libro bellissimo, che è un po' saggio critico e un po' romanzo e che promette decisamente bene...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/R0NTkHzOvxI/AAAAAAAAAEU/o25coz6A1FY/s1600-h/_images_corona.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5135039880166817554" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/R0NTkHzOvxI/AAAAAAAAAEU/o25coz6A1FY/s320/_images_corona.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;table cellspacing="0" cellpadding="0" border="0" valign="top"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;table cellspacing="0" cellpadding="0" border="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign="top"&gt;&lt;span class="Stile74"&gt;Mario Corona&lt;/span&gt; &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span class="Stile78" style="FONT-STYLE: italic"&gt;&lt;b&gt;Un Rinascimento impossibile&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Stile80" style="FONT-STYLE: italic"&gt;Letteratura, politica e sessualità nell'opera di Francis Otto Matthiessen&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Stile64"&gt;pp. 299&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Stile64"&gt;24,00 €&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Stile64"&gt;ISBN 978-88-95366-08-1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Stile64"&gt;&lt;b&gt;Il libro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Protagonista della vita universitaria e culturale statunitense del Novecento, Francis Otto Matthiessen (1902-1950) è lo studioso che con il suo celebre &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Rinascimento americano&lt;/span&gt; (1941) fondò il canone degli "American Studies", a partire dalle opere che cinque autori straordinari (Emerson, Thoreau, Hawthorne, Melville e Whitman) avevano realizzato nel quinquennio d'oro 1850-1855, subito prima della devastante Guerra Civile. La traduzione italiana di quel saggio, voluta da Pavese e pubblicata da Einaudi nel 1954, ebbe subito un'importanza fondamentale anche per la cultura italiana, testimoniata dalle generazioni dei Vittorini e dei Calvino.&lt;br /&gt;Con straordinario rigore analitico il lavoro di Corona ripercorre, quasi come in un romanzo, la carriera intellettuale del grande studioso americano, dagli anni della formazione fino a quelli dell'insegnamento a Harvard, inscrivendolo in quella parabola storica che dal contesto "progressista" degli anni Trenta di Roosevelt conduce fino all'inizio della Guerra Fredda. Ma di questa singolare esperienza intellettuale e politica l'autore evidenzia anche le contraddizioni, prima fra tutte quella tra la militanza del "socialista cristiano" e il fascino per il reazionario T. S. Eliot. Tale percorso, già di per sé accidentato, si intreccia con la dolorosa esperienza privata di un omosessuale limpido e tormentato, nel mirino del maccartismo sia come "sovversivo" sia come "pervertito", che lo portò infine al suicidio il 1° aprile del 1950, pochi mesi prima di Pavese. L'indagine su questo nodo di contraddizioni fra pubblico e privato è qui svolta analizzando tutti i testi critici, le molte recensioni, le numerose lettere private e le testimonianze di amici e allievi, nel quadro degli accesi dibattiti culturali, politici e metodologici del tempo&lt;span class="Stile64"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Stile64"&gt;&lt;b&gt;L'autore&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Mario Corona&lt;/span&gt; insegna Letteratura Anglo-Americana presso l'Università di Bergamo. Tra i suoi lavori segnaliamo &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;I puritani d'America&lt;/span&gt; (Unicopli, 1983); &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Prima del viaggio. Per una lettura di "Moby-Dick"&lt;/span&gt; (Pitagora, 1984). Per Marsilio ha curato &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Foglie d'erba 1855&lt;/span&gt; di Walt Whitman (1996; Premio Alberobello 1998), per i Meridiani Mondadori i &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;Romanzi&lt;/span&gt; di Jack Kerouac (2001)&lt;span class="Stile64"&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-4696157257197668479?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/4696157257197668479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=4696157257197668479' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/4696157257197668479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/4696157257197668479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2007/11/un-rinascimento-impossibile.html' title='Un rinascimento impossibile'/><author><name>Centro Zebra</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04688118743537490313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/Zebra%20arcobaleno.0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_zeT0YiU36lE/R0NTkHzOvxI/AAAAAAAAAEU/o25coz6A1FY/s72-c/_images_corona.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-2175771453586128919</id><published>2007-10-07T22:58:00.000+02:00</published><updated>2008-12-09T00:22:01.482+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='identità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gender'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sessualità'/><title type='text'>Gender Bender 2007</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/RwlI3k_UvnI/AAAAAAAAAAg/qGrOWnffnHo/s1600-h/gb07_web_home2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5118702571142561394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/RwlI3k_UvnI/AAAAAAAAAAg/qGrOWnffnHo/s320/gb07_web_home2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Inizia il conto alla rovescia per la 5° edizione di &lt;span style="FONT-WEIGHT: bold"&gt;Gender Bender Festival&lt;/span&gt;, che si svolgerà dal 30 ottobre al 4 novembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gender Bender è il festival internazionale che presenta al pubblico italiano gli immaginari prodotti dalla cultura contemporanea, legati alle nuove rappresentazioni del corpo, delle identità di genere e di orientamento sessuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Festival è interdisciplinare e propone un programma di appuntamenti che si articola in proiezioni cinematografiche, spettacoli di danza e teatro, performance, mostre e installazioni di arti visive, incontri e convegni di letteratura, concerti e live set di musicisti e dj, party notturni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Realizza percorsi di senso inediti tra fenomeni culturali e comunicativi apparentemente lontani e contraddittori, indicando come sia possibile andare in maniera creativa oltre le norme e gli stereotipi del maschile e del femminile, e anticipando le trasformazioni divenute parte integrante del nostro immaginario.&lt;br /&gt;&lt;p class="testo"&gt;Evento di punta del festival di quest'anno sarà l’anteprima assoluta della copia restaurata di &lt;strong&gt;RARA (film) di Sylvano Bussotti&lt;/strong&gt;, accompagnata dall’esecuzione dal vivo di una nuova partitura appositamente ideata ed eseguita dal Maestro (sabato 3 novembre al Teatro Manzoni). Il film, un vero e proprio riassunto della vitalità culturale degli anni Sessanta, ritrae i protagonisti del periodo in una serie di suggestivi e toccanti ritratti: da &lt;strong&gt;Franca Valeri&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Julian Beck e il Living Theatre&lt;/strong&gt;, da &lt;strong&gt;Carlo Cecchi&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Dacia Maraini&lt;/strong&gt;, da &lt;strong&gt;Laura Betti&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Dario Bellezza&lt;/strong&gt;, da &lt;strong&gt;Mario Ceroli&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;Pino Pascali &lt;/strong&gt;fino alla cantante d’opera &lt;strong&gt;Cathy Berberian&lt;/strong&gt;. &lt;/p&gt;&lt;p class="testo"&gt;La sezione &lt;strong&gt;Arti Performative&lt;/strong&gt; ospita due spettacoli in anteprima nazionale. &lt;em&gt;Snow White&lt;/em&gt; della sorprendente &lt;strong&gt;Ann Liv Young &lt;/strong&gt;- una delle più promettenti figure della scena performativa newyorkese - è la trasposizione danzata e recitata della celebre fiaba dei fratelli Grimm, riletta secondo un immaginario contemporaneo. Fresco e spontaneo in apparenza, l’universo di Ann Liv Young sembra sottomettersi ai capricci impulsivi di una ragazzina dall’immaginario selvaggio, impegnata in una forma personale di femminismo ribelle. (venerdì 2 e sabato 3 novembre al Teatro San Martino). &lt;/p&gt;&lt;p class="testo"&gt;&lt;em&gt;Frans Poelstra, his dramaturg and Bach&lt;/em&gt; del duo&lt;strong&gt; United Sorry&lt;/strong&gt; - formato dal coreografo e danzatore austriaco&lt;strong&gt; Frans Poelstra&lt;/strong&gt; e dal drammaturgo e artista performativo olandese &lt;strong&gt;Robert Steijin&lt;/strong&gt; - si costruisce sul confronto diretto tra le Variazioni Goldberg di Bach, la danza di Poelstra, i commenti di Steijn e lo sguardo del pubblico. La musica, la nudità dei corpi sulla scena, la complicità amorosa della coppia danzatore-drammaturgo danno vita a una forma particolare di bellezza, intesa come comunione fra corpo e ragione, in maniera sorprendentemente inedita e spiazzante. (martedì 30 e mercoledì 31 ottobre al Teatro San Martino). &lt;/p&gt;&lt;p class="testo"&gt;&lt;em&gt;The Sissy Avantgarde&lt;/em&gt; è il progetto speciale della sezione dedicata alle &lt;strong&gt;Arti Visive&lt;/strong&gt; (dal 31 ottobre al 4 novembre al Cinema Lumière). Il programma presenta film e documentari rari e numerose anteprime di opere del cinema underground e di film d’artista dell’irripetibile stagione degli Anni 60 e 70. Il programma è un caleidoscopio di immagini e suggestioni che spazia dai film di&lt;strong&gt; Andy Warhol&lt;/strong&gt; con &lt;strong&gt;Lou Reed, Nico&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Susan Sontag&lt;/strong&gt; ai lavori del regista americano &lt;strong&gt;Jack Smith&lt;/strong&gt;; dalle parodie trash del gruppo teatrale &lt;strong&gt;The Cockettes &lt;/strong&gt;ai film di &lt;strong&gt;Yoko Ono e John Lennon&lt;/strong&gt;; dalle performance di &lt;strong&gt;Marina Abramovic&lt;/strong&gt; ispirate a Bruce Nauman, Vito Acconci, Valie Export, Gina Pane, Joseph Beuys ai film dell’artista giapponese &lt;strong&gt;Yayoi Kusama&lt;/strong&gt;; da &lt;em&gt;Fuses&lt;/em&gt; - lo straordinario film sperimentale realizzato da &lt;strong&gt;Carolee Schneemann&lt;/strong&gt; – a &lt;em&gt;Montovolo&lt;/em&gt;, opera del singolare artista italiano &lt;strong&gt;Luigi Ontani&lt;/strong&gt;; dal documentario &lt;em&gt;Jean Genet in Chicago&lt;/em&gt; - con lo scrittore francese impegnato nel 1968 a sostegno delle Black Panthers accanto a &lt;strong&gt;William Burroughs&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Allen Ginsberg&lt;/strong&gt; – a &lt;em&gt;Sisters of the Revolution&lt;/em&gt;, debutto del regista gay tedesco &lt;strong&gt;Rosa von Praunheim&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p class="testo"&gt;Opere e autori internazionali anche per i film della sezione &lt;strong&gt;Cinema&lt;/strong&gt;. Tra le anteprime in programmazione quest’anno, il documentario &lt;strong&gt;Lagerfel Confidential&lt;/strong&gt; del regista francese Rodolphe Marconi offre uno sguardo ravvicinato e sinceramente inedito sulla vita e l’opera di Karl Lagerfeld, uno dei più importanti stilisti contemporanei. A seguire, il toccante &lt;strong&gt;Miss Gulag&lt;/strong&gt; di Maria Yatskova è il racconto del riscatto delle detenute di una prigione russa attraverso un insolito concorso di bellezza e l’intensità dei rapporti affettivi che le lega. La presentazione di &lt;strong&gt;Give Piece of Ass A Chance&lt;/strong&gt;, l’ultimo film dell’enfant terible del cinema gay Bruce La Bruce, storia apocalittica di zombie lesbiche carnivore e il documentario &lt;strong&gt;The best of Lezsplotation&lt;/strong&gt; di Michelle Johnson, accurata ricostruzione dell’impiego di scene lesbiche nei film trash di tarantiniana memoria. Lo sfolgorante documentario &lt;strong&gt;Jack Smith and the destruction of Atlantis&lt;/strong&gt; della regista americana Mary Jordan - dedicato ad una delle figure chiave dell’underground americano - e &lt;strong&gt;No regret&lt;/strong&gt; di Leesong Hee-Il, la delicata e intensa storia d’amore tra due ragazzi della Corea del Sud, ostacolata dalle differenze sociali e dalle tradizioni culturali. &lt;/p&gt;&lt;p class="testo"&gt;Protagoniste della sezione dedicata alla &lt;strong&gt;Letteratura&lt;/strong&gt; saranno le scrittrici ospiti di &lt;strong&gt;Soggettiva&lt;/strong&gt;, una serie di incontri dedicati alle più importanti rappresentanti della letteratura lesbica contemporanea di area anglosassone a cura di Arcilesbica Bologna. All’Aula Magna dell’ex convento di Santa Cristina il pubblico incontrerà &lt;strong&gt;Sarah Waters&lt;/strong&gt;, autrice dei successi editoriali &lt;em&gt;Ladra &lt;/em&gt;e&lt;em&gt; Affinità&lt;/em&gt;, che il 31 ottobre presenterà al festival il nuovo romanzo&lt;em&gt; Turno di notte&lt;/em&gt;;&lt;strong&gt; Stella Duffy &lt;/strong&gt;(1 novembre), attrice, cabarettista, scrittrice e una delle rappresentanti più importanti della comunità gay inglese;&lt;strong&gt; Ali Smith&lt;/strong&gt; (3 novembre), forse una delle più note narratrici contemporanee, autrice di&lt;em&gt; Hotel World&lt;/em&gt; e&lt;em&gt; Free Love&lt;/em&gt;; la poetessa irlandese &lt;strong&gt;Mary Dorcey&lt;/strong&gt; (4 novembre), dalla produzione dedicata alla rappresentazione (in prosa e in poesia) della dimensione femminile. &lt;/p&gt;&lt;p class="testo"&gt;Dedicata alle opere più interessanti e curiose prodotte dai nuovi talenti internazionali, &lt;strong&gt;GB Entry &lt;/strong&gt;è la sezione decisamente più sperimentale del festival. Le opere video e installative – selezionate tra le oltre trecento giunte alla segreteria attraverso un Bando - saranno in mostra presso &lt;strong&gt;Delta Bo-Project&lt;/strong&gt; (30 ottobre - 10 novembre), il nuovo spazio espositivo nel centro della città. Il Bando è stato promosso, quest’anno per la prima volta, in collaborazione con due media partner d’eccezione: &lt;strong&gt;QOOB&lt;/strong&gt;, il progetto multimediale sviluppato da Telecom Italia Media Broadcasting e MTV Italia, e &lt;strong&gt;Radio Papesse&lt;/strong&gt;, appendice “sonora” del Palazzo delle Papesse, centro di arte contemporanea di Siena.&lt;/p&gt;&lt;p class="testo"&gt;I &lt;strong&gt;Party&lt;/strong&gt; completano il programma musicale di Gender Bender con Dj e live set internazionali: il 31 ottobre le pareti del Cassero ospiteranno il live dei canadesi&lt;strong&gt; Kids on TV&lt;/strong&gt;, un collettivo di artisti dichiaratamente gay, le cui esibizioni sono incursioni nel mondo del punk e del rock sperimentale, passando per l’electro e la no-rave music. Il 4 novembre è la volta di &lt;strong&gt;Carsten Klemann&lt;/strong&gt;, DJ e nome di punta della scena techno e house contemporanea e presenza fissa dei più importanti disco club europei. Resident DJ al club Watergate di Berlino fin dal 2003, è ospite fisso a Le Paris Paris di Parigi e al Panoramabar di Berlino.&lt;/p&gt;&lt;p class="testo"&gt;Il programma è in via di definizione: tenete d’occhio il &lt;a href="http://www.genderbender.it/ita/home.asp"&gt;sito&lt;/a&gt; per gli aggiornamenti! &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-2175771453586128919?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.genderbender.it/ita/home.asp' title='Gender Bender 2007'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/2175771453586128919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=2175771453586128919' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/2175771453586128919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/2175771453586128919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2007/10/gender-bender-2007.html' title='Gender Bender 2007'/><author><name>Centro Zebra</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04688118743537490313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/Zebra%20arcobaleno.0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/RwlI3k_UvnI/AAAAAAAAAAg/qGrOWnffnHo/s72-c/gb07_web_home2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-3106098449738762545</id><published>2007-03-15T15:09:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T00:22:01.535+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donna'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gender'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>The Angel in the House</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/RflWRlkdLiI/AAAAAAAAAAM/p8lYY79F4GI/s1600-h/angel-in-the-house.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5042156117960764962" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/RflWRlkdLiI/AAAAAAAAAAM/p8lYY79F4GI/s320/angel-in-the-house.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nel 1854 Coventry Patmore così descriveva la donna nel suo poema "The Angel in the House":&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Man must be pleased; but him to please&lt;br /&gt;Is woman's pleasure; down the gulf&lt;br /&gt;Of his condoled necessities&lt;br /&gt;She casts her best, she flings herself.&lt;br /&gt;How often flings for nought, and yokes&lt;br /&gt;Her heart to an icicle or whim,&lt;br /&gt;Whose each impatient word provokes&lt;br /&gt;Another, not from her, but him;&lt;br /&gt;While she, too gentle even to force&lt;br /&gt;His penitence by kind replies,&lt;br /&gt;Waits by, expecting his remorse,&lt;br /&gt;With pardon in her pitying eyes;&lt;br /&gt;And if he once, by shame oppress'd,&lt;br /&gt;A comfortable word confers,&lt;br /&gt;She leans and weeps against his breast,&lt;br /&gt;And seems to think the sin was hers;&lt;br /&gt;And whilst his love has any life,&lt;br /&gt;Or any eye to see her charms,&lt;br /&gt;At any time, she's still his wife,&lt;br /&gt;Dearly devoted to his arms;&lt;br /&gt;She loves with love that cannot tire;&lt;br /&gt;And when, ah woe, she loves alone,&lt;br /&gt;Through passionate duty love springs higher,&lt;br /&gt;As grass grows taller round a stone.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel 1931 Virginia Woolf commentava, in proposito: "Killing the Angel in the House was part of the occupation of a woman writer".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-3106098449738762545?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/3106098449738762545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=3106098449738762545' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/3106098449738762545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/3106098449738762545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2007/03/angel-in-house.html' title='The Angel in the House'/><author><name>Centro Zebra</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04688118743537490313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/Zebra%20arcobaleno.0.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_chyoiYUyt0Q/RflWRlkdLiI/AAAAAAAAAAM/p8lYY79F4GI/s72-c/angel-in-the-house.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-116419352988861699</id><published>2006-11-22T12:01:00.000+01:00</published><updated>2007-11-25T12:58:17.188+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riviste'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='identità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='linguistica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Nasce la rivista Dintorni!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/dintorni.png"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; CURSOR: pointer" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/400/dintorni.png" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;È con grande gioia che annunciamo la nascita di Dintorni, la rivista di letterature e culture dell'università di Bergamo. E il primo numero (la cui copertina è riprodotta qui a fianco) riguarda un tema che ha sicuramente a che fare con ciò di cui si occupa il nostro centro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Numero 1&lt;br /&gt;Lingua, alterità, identità&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Atti del Convegno Internazionale tenutosi presso&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;l’Università degli Studi di Bergamo il 24 e 25 novembre 2005&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rivista che si presenta oggi al pubblico nasce dall’iniziativa di un gruppo di docenti di letteratura (e dintorni, appunto) dell’Università di Bergamo che hanno ravvisato l’opportunità di creare uno spazio editoriale di carattere istituzionale in cui potessero esprimersi le molteplici ricerche in atto. È naturale quindi che essa sia sostenuta dai Dipartimenti interessati, in quanto luoghi della ricerca.&lt;br /&gt;Si è pensato in primo luogo a uno spazio per i lavori collettivi, che si svolgono numerosi nei gruppi e nei Centri di ricerca locali, nazionali e internazionali, nei Dottorati, nelle aggregazioni disciplinari e interdisciplinari, nella didattica ordinaria e nei seminari e convegni che caratterizzano in modo così rilevante una Università come quella di Bergamo, giovane e dinamica, piccola ma non minore, periferica ma non provinciale.&lt;br /&gt;Da qualche tempo, nella pluralità delle singole iniziative si era cominciato a cogliere un intrecciarsi di temi e di problematiche, uno spontaneo rimandarsi di sollecitazioni e di domande che travalicavano i confini settoriali: segno di una maturazione raggiunta dai vari contesti di ricerca creatisi negli anni, e che si impegna oggi soprattutto sui temi dell’interculturalità, delle identità incrociate, dei linguaggi multipli, di una circolazione culturale ormai planetaria e meticcia, osservandoli dalla propria collocazione geostorica, che è europea, ma che non intende qualificarsi come eurocentrica. A tali contesti, così fittamente intrecciati, &lt;em&gt;Dintorni&lt;/em&gt; intende offrire uno stimolo e un approdo editoriale, affiancandosi alle altre pubblicazioni, consolidate o di recente istituzione, che, in numero cospicuo e con caratteristiche varie, coltivano il fertile campo umanistico della nostra Università.&lt;br /&gt;Una rivista istituzionale esprime necessariamente (e opportunamente) la pluralità delle discipline, delle metodologie e degli orientamenti culturali dei suoi redattori. Nel processo di consultazione che ha portato a fondare la nuova rivista, ci è parso che la forma più appropriata per rappresentare e per incentivare la nostra collettività plurale fosse quella dei numeri monografici, o almeno prevalentemente tali, affidati di volta di volta a promotori responsabili. Il numero inaugurale, dedicato ai lavori svolti in un convegno internazionale sui temi della lingua, dell’identità e dell’alterità, non potrebbe meglio rappresentare una così larga parte dei nostri interessi, delle nostre ricerche e delle nostre speranze in un lavoro culturale che apra orizzonti, o quanto meno contribuisca a tenerli aperti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per acquistare online la rivista, cliccare &lt;a href="http://www.sestanteedizioni.it/ordine.asp"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-116419352988861699?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.sestanteedizioni.it/schedalibroBUP2.asp?idlibro=101' title='Nasce la rivista Dintorni!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/116419352988861699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=116419352988861699' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/116419352988861699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/116419352988861699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2006/11/nasce-la-rivista-dintorni.html' title='Nasce la rivista Dintorni!'/><author><name>Centro Zebra</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04688118743537490313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/Zebra%20arcobaleno.0.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-115062262335508770</id><published>2006-06-18T11:22:00.000+02:00</published><updated>2007-11-25T12:58:33.770+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='curiosità'/><title type='text'>Fly High, Lovely Zebra!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/lambiel%203.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/400/lambiel%203.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il pattinatore &lt;a href="http://www.stephanelambiel.ch/"&gt;Stéphane Lambiel&lt;/a&gt;, campione del mondo 2005 e 2006 e medaglia d'argento olimpica 2006, con questa stravagante &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;mise&lt;/span&gt; si candida per il ruolo di &lt;span style="FONT-STYLE: italic"&gt;mascotte&lt;/span&gt; del Centro Zebra. "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Fly high, lovely zebra!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-115062262335508770?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/115062262335508770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=115062262335508770' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/115062262335508770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/115062262335508770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2006/06/fly-high-lovely-zebra.html' title='Fly High, Lovely Zebra!'/><author><name>Centro Zebra</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04688118743537490313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/Zebra%20arcobaleno.0.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-24252912.post-114260457576540910</id><published>2006-03-17T15:08:00.000+01:00</published><updated>2007-11-25T12:59:35.967+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='identità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Centro Zebra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gender'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='media'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='letteratura'/><title type='text'>Chi siamo?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/Zebra%20arcobaleno.0.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: pointer; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/400/Zebra%20arcobaleno.0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Centro di Studi sui Linguaggi delle Identità, costituitosi nel 1998 nella Facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università degli studi di Bergamo, si propone di indagare i modi in cui la scrittura letteraria, ma anche cinematografica e mediatica, esprime la crisi del soggetto moderno e postmoderno. In questa analisi si porrà un'attenzione particolare alle nozioni di "gender" (ovvero di identità sessuata culturalmente costruita) e di differenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;p&gt;Il punto di partenza della nostra indagine è costituito dalle elaborazioni critiche svolte nell'ultimo trentennio negli Stati Uniti, ma anche nelle altre aree anglofone, luoghi di confronto e di conflitto fra identità multiple e intrecciate: culturali, sessuali, religiose, etniche, razziali, di classe. Ancor più della Gran Bretagna, dove semmai è accentuata la dimensione post-coloniale, gli Stati Uniti, per il loro pluralismo costitutivo e per gli incessanti e massicci flussi migratori e immigratori che li percorrono, si sono dimostrati il terreno ideale per il più pieno sviluppo (e talvolta l'esplosione) delle problematiche legate alle identità e alle differenze. Dalla vita sociale queste problematiche si sono rapidamente trasferite nelle scuole e nelle università, che, legate alle dinamiche di mercato, di competitività e di sopravvivenza, sono da tempo diventate un laboratorio sociale fra i più attivi e cruciali, e un punto di osservazione culturale fortemente significativo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In questo particolare momento, dopo decenni di intensissimi sviluppi degli studi specifici sul "gender" e sulle culture minoritarie, che hanno peraltro investito e profondamente trasformato le istituzioni e le realtà sociali preesistenti, sembra farsi strada l'esigenza di una riflessione incrociata che si misuri con i diversi linguaggi delle diverse identità, nuove e antiche, minoritarie e maggioritarie, femminili e maschili, dominate e dominanti, subalterne ed egemoni, periferiche e centrali, nomadiche e stanziali, nelle loro configurazioni e intersezioni storiche, geografiche, antropologiche, politiche. Di questa esigenza il Centro è pienamente partecipe. Zebre, centauri, driadi, cyborg, alieni e altre strane creature ci faranno da guida.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per quanto riguarda il rapporto fra la situazione culturale italiana e quella di altri paesi, il nostro lavoro parte da esperienze prevalentemente statunitensi, senza volersi però limitare a un ambito disciplinare specialistico, ma anzi rapportandosi ai contesti europei e a quello nazionale. In questo senso consideriamo nostri primi interlocutori i colleghi anglisti, per ovvie ragioni, ma anche i cultori di teoria letteraria e di letterature europee, e fra loro gli italianisti, in quanto studiosi della cultura cui il comitato promotore del Centro appartiene, entro cui opera, e dalla quale rivolgiamo lo sguardo a quella statunitense e anglofona in chiave dialettica e comparativa.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/24252912-114260457576540910?l=zebracenter.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://zebracenter.blogspot.com/feeds/114260457576540910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=24252912&amp;postID=114260457576540910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/114260457576540910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/24252912/posts/default/114260457576540910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://zebracenter.blogspot.com/2006/03/chi-siamo.html' title='Chi siamo?'/><author><name>Centro Zebra</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04688118743537490313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='30' src='http://photos1.blogger.com/blogger/15/2512/1600/Zebra%20arcobaleno.0.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
